San Valentino sul Lago di Garda: weekend romantico tra mito ed eventi

Gli eventi che celebrano l’amore riempiono ogni anno le strade dei comuni veronesi del Lago di Garda e di Verona. In un territorio in cui il romanticismo va oltre le manifestazioni di un weekend, indissolubilmente legato al mito di Romeo e Giulietta.    

Le manifestazioni di Lago di Garda in Love e Verona in Love animano i comuni del Lago e la città di Verona nel weekend di San Valentino

Lago di Garda in Love eventi san valentino

Nell’imminenza della festa di San Valentino si rinnova come ogni anno la manifestazione Lago di Garda in Love, l’evento che coinvolge una decina di comuni della sponda veronese del Lago e Toscolano Maderno dal lato bresciano.

Una serie di appuntamenti e manifestazioni che si svolgeranno nel weekend del 14, 15 e 16 Febbraio 2020 e che avranno come filo conduttore il tema dell’amore romantico.

Tutte le località aderenti a Lago di Garda in Love ospiteranno, oltre a tanti eventi dedicati all’amore, l’ormai celebre cubo con la scritta LOVE, una postazione unica dove scattare il più romantico dei selfie di coppia.

 

 

Lago di Garda in Love 2020. Gli eventi a Lazise, Bardolino e Garda nel weekend di San Valentino

In particolare, il centro storico di Lazise accoglierà il palco principale dell’evento, il mercatino dell’artigianato Mani Cuore Passione e l’appuntamento finale della kermesse, Soffi d’Amore: una scenografica cascata di cuoricini rossi che scenderanno dal cielo sulle coppie di innamorati nel pomeriggio di domenica 16 febbraio.
A Bardolino, nella giornata di sabato 15 febbraio, sfilerà il Carnevale dei bambini; nei pressi del porto vecchio, invece si potrà compiere un giro attorno alla Preonda e scoprirne la leggenda. 

lago di garda al tramonto soffi d'amore evento lago in love Tramonto a Bardolino

Garda, oltre ad ospitare il mercatino di prodotti locali, sarà animata dall’intrattenimento musicale dal vivo sul palco di Piazza del Municipio. 
Inoltre nei tre giorni dell’evento (14, 15 e 16 febbraio), grazie all’iniziativa Messaggio del Cuore, Ti scrivo che ti amo!, a Lazise e Garda sarà possibile lasciare la propria frase d’amore sulle rive del Lago.
A Torri del Benaco e a Toscolano Maderno, invece, potrete ritirare il vostro Sigillo d’Amore: una pergamena ricordo dell’evento con i nomi degli innamorati scritti a mano. 
A Lazise, Garda e Torri del Benaco ci sarà spazio anche per le degustazioni del Chiaretto, vino partner di Lago di Garda in Love. Il vino rosa dell’amore quest’anno farà del bene ad alcune associazioni grazie all’iniziativa Un Sacco d’Amore
Per il programma completo di Lago di Garda in Love potete visitare il sito dell’iniziativa: lagodigardainlove.it

Verona in Love 2020. Una giornata nella città dell’amore

Le celebrazioni romantiche intorno al Lago non vi bastano? Qualche decina di minuti di treno, auto o bus, e vi ritroverete nella città dell’amore per eccellenza, Verona.
Qui dal 13 al 16 febbraio 2020 si svolge la versione cittadina di Lago di Garda in Love: Verona in Love, per l’appunto. 

min Vini vigneti veneti

Performance teatrali itineranti, spettacoli musicali, presentazioni letterarie, Street Tango, stand gastronomici e artigianato creativo.
Potete consultare il programma completo qui, noi vi segnaliamo:

  • l’evento di apertura di giovedì 13 febbraio, spettacolo musicale femminile con Irene Fornaciari, Francesca Cheyenne, e altre artiste
  • per le coppie più sportive, la half marathon e la duo marathon di domenica 16 febbraio
  • per i più golosi, That’s Amore - The Swing Cooking Show, che ospiterà anche una selezione di vini del Consorzio Bardolino e Chiaretto di Verona 
  • la performance teatrale itinerante Shakespeare & Love, nei pomeriggi di sabato e domenica.

 

Verona, città dell’amore eterno: il mito di Romeo e Giulietta fra letteratura e architettura

San Valentino nel Veronese: alla scoperta della Casa di Giulietta, ex osteria per vetturini trasformata in dimora dell’amore eterno

Nei giorni di San Valentino la sponda veronese del Lago di Garda e la città di Verona si animano con proposte romantiche ed originali, con eventi e manifestazioni che per tutto il weekend celebrano l’amore e rendono la città di Verona e i suoi dintorni una meta perfetta per innamorati in cerca di romanticismo. 
Ma perché il territorio Veronese è la meta ideale per il weekend di San Valentino? 
Perché è qui che si svolge la storia d’amore per eccellenza, il Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Ma sono esistiti davvero Giulietta e Romeo? È molto probabile che si trattasse di un racconto popolare già molto diffuso prima di Shakespeare, così come è probabile che una storia simile potesse essere raccontata in qualsiasi città. 
Però, direte voi, a Verona c’è la casa di Giulietta, e c’è anche la tomba di Giulietta!
Ebbene, a Verona c’è un edificio di origine medioevale chiamato Casa di Giulietta, e c’è una vasca in pietra denominata Tomba di Giulietta.

Casa di Giulietta a Verona Verona Tomba Giulietta

La tragedia di Shakespeare ebbe grande successo: la trama raccontata, e il modo in cui il Bardo la seppe raccontare, ne decretarono la celebrità. Nel Settecento e soprattutto nell’Ottocento arrivavano frequentemente a Verona stranieri che, in una specie di pellegrinaggio shakespeariano, presero ad identificare la locazione della Casa di Giulietta in un cortile di via Cappello, nel cuore della città. Qui, a due passi da Piazza Erbe, c’era un edificio che arrecava al di sopra della porta interna lo stemma di un Cappello (il che suggeriva i Capuleti, o Cappelletti).

L’edificio di origine medioevale era però una stamberga adibita ad osteria per vetturini con “stallo e fienile”, del tutto diversa da come la vediamo oggi. Nel 1828 il poeta tedesco Heinrich Heine descrisse la dimora di via Cappello 23 come “casa che si cita quale palazzo dei Capuleti, a cagione di un cappello scolpito al di sopra la porta interna (e tuttora visibile). E oggidì - prosegue amaramente - una sordida bettola per i vetturali e i carrettieri, ed un cappello di latta, dipinto in rosso, e tutto bucato, vi è appeso come insegna”.
All’inizio del Novecento, scomparsi i fienili documentati fino alla fine del Settecento, la facciata della Casa di Giulietta si presentava con tre piani fuori terra, i due piani superiori muniti di ballatoi e ringhiera sui quali si aprivano porte e finestre rettangolari. Al pian terreno si apriva un portale ad arco in mattoni  e porte e finestre rettangolari.

Casa di Giulietta a Verona Verona Tomba Giulietta

Insomma, la voce popolare aveva già individuato “la casa di Giulietta” ed un film hollywoodiano degli anni ’30 rinverdì i fasti della leggenda. Fu così che ad Antonio Avena, Direttore dei Civici Musei e Gallerie d’Arte di Verona, venne l’ispirazione per un “restauro” (che fu più un’invenzione) della Casa di Giulietta.

La trasformazione fu radicale e l‘edificio, da “miserabile albergaccio”, divenne una dimora neogotica in mattoni a vista dal grande potere evocativo, una vera e propria quinta scenografica medioevale, storicamente falsa ma coerente con il mito e con la leggenda. Solo le foto del prima e del dopo possono far capire la portata del cosiddetto restauro. 
Emblematico il caso del balcone di Giulietta, che venne costruito utilizzando le rovine di vecchie case abbattute dopo la rovinosa piena dell’Adige del 1882, rimaste malamente accatastate per decenni nel cortile di Castelvecchio.

L’intervento fu molto contestato ma, a tutt’oggi, esso dà al visitatore esattamente quello che si aspetta di vedere: un luogo dove poter commemorare i due famosi amanti e celebrare l’Amore romantico così come merita. E come ci auguriamo possa accadere anche noi, ma senza il finale tragico e con un bel happy end. Anzi: con un bel weekend nella bellezza di Verona e del suo Lago.

Un mito senza tempo: Romeo e Giulietta prima di Shakespeare 
min Vini vigneti veneti

Giulietta e Romeo simboleggiano l’amore romantico ed eterno, che vive ed esiste contro tutto. 

E forse non tutti quelli che affollano quotidianamente la cosiddetta Casa di Giulietta sanno che la fine di questo amore fu tragica, magari i più pensano all’happy end.

E notate, prego, che Romeo sparisce e nel cortile di via Cappello rimane solo la tenera Giulietta nelle sembianze di una bronzea statua che lo struscio continuo consuma.

 

Shakespeare scrive la sua tragedia intorno al 1595. Scrive, dicevamo, magistralmente ma anche lui non inventa ex-novo ma riadatta storie di vecchia tradizione. Storie di amori contrastati con vicende ed epilogo simile a quella dei celebri amanti veronesi sono documentate già dall’antichità, ma si sviluppano soprattutto nel Medioevo.

Però Shakespeare sembra ispirarsi alle libere traduzioni di Brooke e Painter che traducono la storia in inglese dal francese di Pierre Boaistuau. Tutto chiaro e semplice?
No, perché lo scrittore francese traduce a sua volta una novella dell’italiano Matteo Bandello che nel 1554 inserisce la tragica storia degli amanti veronesi nel secondo volume della sua raccolta. Shakespeare, che probabilmente lo conosceva attraverso le traduzioni francesi, si ispirò a sue novelle per almeno altre sue due commedie: Molto rumore per nulla e La dodicesima notte.

Restiamo però ai nostri Romeo e Giulietta.
La storia potrebbe finire qui se non che anche il Bandello dichiara di aver rielaborato a sua volta la Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti scritta nel 1524 dal vicentino Luigi da Porto.

min Vini vigneti veneti

Chi era costui?
Luigi da Porto, discendente di una nobile famiglia vicentina, mentre combatteva in Friuli contro i tedeschi venne ferito in maniera grave e fu costretto a ritirarsi a vita privata nella residenza di famiglia a Montorso Vicentino. Dalle finestre di villa Da Porto la vista sulle maestose rocche scaligere di Montecchio doveva apparire davvero suggestiva: l’immagine dei due castelli (ora chiamati Castelli di Romeo e Giulietta) contrapposti su due alture vicine potrebbe aver dato ispirazione alla storia, non fosse altro che per il nome della casata di Romeo, quella dei Montecchi, che si ritrova accostato a quella dei Cappelletti (Capuleti) nel VI canto del Purgatorio di Dante. 

Il Da Porto scrive la sua novella fra il 1511 e il 1524 e la ambienta nella Verona di inizio ‘300, quando è signore di Verona Bartolomeo della Scala e vi sono ostilità fra guelfi e ghibellini al punto che Dante, che proprio in quel periodo è nella città scaligera, la dipinge così:
“Vieni a veder Montecchi e Cappelletti / Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: / color già tristi, e questi con sospetti.”

 

I Cappelletti (Capuleti) sono una famiglia di Brescia ma con residenza in città proprio dove è ora la casa di Giulietta, e che aveva come stemma un cappello che è ancora presente sul portone della dimora.
I Montecchi, famiglia veronese, vennero esiliati nel vicentino proprio in seguito alle lotte di cui sopra.

A complicar le cose sembra, da studi recenti, che il Da Porto racconti la sua Historia di Giulietta e Romeo per nararre in realtà di Lucina e Luigi, cioè del suo amore per la cugina friulana (da parte di madre) Licina agli inizi del ‘500, esattamente nel 1511, in quello che fu un anno tragico per il Friuli. Oltre ai disastri della guerra di Cambrai che vede contrapposti veneziani e imperiali, il Friuli subisce il massacro del giovedì grasso, la rivolta dei contadini, un violento terremoto (forse il peggiore dell’intera storia friulana) e la peste.
Alla vigilia del massacro del giovedì grasso, Maria Griffoni Savorgnan tiene un ballo di carnevale dove suona, canta e balla la figlia Lucina. Tra gli intervenuti c’è un capitano di cavalleria della fazione avversa, Luigi da Porto, che però è parente per via di madre, che è una Savorgnan. Tra Luigi e Lucina, che sono cugini, c’è già del tenero, forse si sono addirittura sposati nella chiesa di San Francesco: il palazzo che la ospita confina infatti con l’orto e il cimitero dei Frati Minori, proprio come nella tragedia shakespeariana.
Ma di lì a poco Luigi viene ferito gravemente in battaglia ed è costretto a ritirarsi nel suo castello di Montorso Vicentino e Lucina finirà per sposare un altro cugino così da mettere pace tra le due famiglie. Luigi viene informato delle prossime nozze dell’amata e così scrive una novella autografa che invia a Lucina a ricordo del loro amore.
Da Porto racconta che, durante una pausa nei combattimenti in Friuli, l’arciere Pellegrino si assume il compito di consolarlo da una delusione amorosa, narrando una vicenda assai diffusa nella sua città di origine, Verona, su due giovani amanti. È così che la vicenda di Giulietta e di Romeo si avvia a diventare un mito universale.

Insomma, questa vicenda dell’amore romantico e tragico è vecchia come il mondo: cambia il modo di raccontarla ma essa rimane nei secoli.
E il modo di raccontare di Shakespeare ad essere probabilmente unico ed inimitabile.
Questa storia tragica e romantica, così com’è raccontata da Shakespeare, tocca nell’animo di ognuno corde molto profonde che affondano nel mito, negli archetipi e che accendono la fantasia, al punto che il drammaturgo inglese non fu il primo a scrivere dei giovani amanti, ma nemmeno l’ultimo.
Su tutti, consigliamo caldamente la lettura di Berto Barbarani, il massimo poeta veronese, che volle comporre la storia di Giulietta e Romeo in dialetto veronese. Non si tratta di mera traduzione, come si potrebbe pensare, ma di un adattamento del celebre dramma con un proemio che parla di Verona

Una perfetta guida letteraria per le coppie di amanti che cercano la meta ideale per trascorrere San Valentino a Verona e sul lago di Garda.